La paura della morte: ostacolo o risorsa?


Valentina Ambrosio
La paura della morte: ostacolo o risorsa?

La paura della morte spesso si manifesta sotto forma di un senso generale di malessere, un’angoscia a cui non sappiamo dare un nome, una leggera sofferenza che ci blocca e ci impedisce di cambiare.

Irvin Yalom affronta la paura della morte attraverso il potente mezzo della scrittura e i suoi innumerevoli riferimenti alla filosofia.

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Fissando il sole

Il libro che Yalom scrive si intitola Fissando il sole. È incentrato sull’uso delle metafore e in particolare sul sole.

Nel libro Yalom dice né il sole né la morte si possono fissare troppo a lungo, ma il messaggio finale è invece che bisogna avere uno sguardo chiaro sulla morte.

L’obiettivo dell’autore è trasformare la paura in risorsa.

Come?

Iniziando a guardare in faccia la realtà – a cui non si può sfuggire – così da impedire all’angoscia di fare da tappo alla propria realizzazione.

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Indagare la morte

È essenziale comprendere che dentro la paura della morte, come una matrioska, si nascondono altre paure vecchie e nuove.

Quindi, come un investigatore, sarà necessario indagare e dipanare le altre possibili paure: abbandono, fallimento, solitudine…

Successivamente è importante dare un nome alle emozioni connesse alla morte: paura, vergogna, ansia, dolore, incertezza, squilibrio. Questo è il primo passo per familiarizzare con la morte.

Sebbene l’argomento sia complesso e molto pesante da trattare, Yalom lancia un messaggio di speranza e ottimismo. Afferma che mettendo in pratica i suoi suggerimenti si ridurrà la paura della morte e sarà possibile trarne beneficio per la propria vita.

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La morte intesa anche in senso lato – come fine di una relazione, chiusura di un progetto, perdita di un bene – può avere un potere trasformativo, può aiutare a dare un nuovo senso e significato alle proprie relazioni e valori.

Infine, entrare in contatto pieno con la morte e con la minaccia di una fine imprevedibile, permette di realizzare senza paura i propri desideri, ovvero di vivere e godere pienamente la propria vita, guardando i problemi da un’altra prospettiva.

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